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Articoli Calabria

Mari e spiagge di Calabria

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Lo stato di salute dei mari Jonio e Tirreno

 

715 chilometri di costa. Un patrimonio sconosciuto e sottovalutato
di Mario PileggiGeologo del Consiglio nazionale. Amici della Terra

Le spiagge
Sul Tirreno e sullo Jonio della Calabria i tratti di costa dove è possibile fare i bagni sono lunghi complessivamente 616,31 chilometri, una lunghezza pari ad un quinto della costa balneabile dell’intera penisola, e superiore a quella disponibile nell’insieme di sette regioni: Veneto, Emilia Romagna, Marche, Abruzzo, Molise, Basilicata e Friuli Venezia Giulia.

La lunghezza di tutte le spiagge attualmente balneabili, secondo i dati del ministero della salute, supera di cinque Km anche quella disponibile in Calabria all’inizio della precedente stagione balneare.
Il dato sulla quantità e ancor di più i dati sulla qualità e specificità
geoambientali dei 715,7 chilometri di coste della Calabria rendono le stesse un patrimonio unico in Europa, caratterizzato da straordinarie geodiversità, con rocce di tutte le ere geologiche e assetti idrogeomorfologici favorevoli allo sviluppo della più grande varietà di habitat e forme di vita in ambiente acquatico e terrestre. Grazie anche ai preziosi accumuli di minerali delle più antiche e diffuse rocce granitiche e metamorfiche che rendono unica la mineralizzazione delle acque, quasi ovunque, di ottima qualità per i viventi.

 

Una ambiente marino raro e prezioso
Queste specificità condizionano la vita di animali e vegetali sulle coste e anche nei mari della Calabria dove esiste la più grande varietà di specie marine anche rare tutelate da Direttive europee e dalla Convenzione di Rio de Janero.

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Tra le specie marine protette in Calabria ci sono: tredici mammiferi; quattordici molluschi; sette crostacei; otto squali; cinque rettili marini; quattro echinodermi; cinque spugne; sei antozoi; sei pesci e oltre quarantacinque uccelli marini. Ma c’è di più: la specificità e abbondanza dei Coralli, rosso e bianco, del Tirreno reggino, e dei cavallucci marini dello Jonio catanzarese, ad esempio, non esiste in nessun’altra regione d’Italia e del Mediterraneo. Così la facies a grandi Briozoi ramificati individuata nel Tirreno vibonese, considerata un Habitat determinante per la sua grande vulnerabilità, l’elevato valore naturalistico e la sua rarità.
Oltre ad una grande varietà di preziosi aspetti naturalistici e ambientali, sulle rocce che formano le coste calabresi, sono impresse le più ampie e remote testimonianze della nascita ed evoluzione del paesaggio terrestre del Mediterraneo e degli insediamenti umani; testimonianze di grandissimo interesse scientifico e oggetto di studio da parte di centri di ricerca e università di tutti i continenti.
Questi e gli altri dati che caratterizzano il patrimonio costiero dei vari comuni della regione sono stati e continuano a essere ignorati o sottovalutati da molti amministratori locali incapaci di governare e valorizzare le specificità dei propri territori comunali e, quindi, di evitare i processi di degrado e d’inquinamento, ai quali sono connessi molti divieti di balneazione.

La salute dei mari calabresi e i divieti di balneazione
Attualmente, i tratti sottoposti a divieto sono 166 con una lunghezza complessiva di 99 Km dei quali, come gli anni scorsi, circa un terzo è dovuto a “motivi diversi dall’inquinamento” e, quindi, alla presenza di porti, zone industriali e scogliere.
Rispetto all’inizio della precedente stagione balneare la riduzione dei divieti non è omogeneamente distribuita nelle province: diminuzioni rilevanti si registrano in quelle di Reggio Calabria e Cosenza e, in misura minore in quella di Vibo Valentia; aumento invece nella provincia di Crotone e, in soprattutto, in quella di Catanzaro, dove in due comuni, Curinga e Nocera Tirinese, del Tirreno l’aumento è di alcuni chilometri. Nella provincia di Reggio Calabria la somma di tutti i divieti è di 34,69 Km di cui 14 Km per motivi diversi dall’inquinamento, mentre nella provincia di Cosenza è di 33,93 km di cui 29,6 per inquinamento.
Al netto dei km di costa sottoposti a divieto la provincia di Cosenza dispone comunque di una quantità di spiagge balneabili superiore a quella complessiva di tre regioni come Veneto, Basilicata e Marche; nella provincia di Reggio Calabria la disponibilità supera quella offerta insieme dalle regioni Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia.
Sul Tirreno e sullo Jonio della provincia di Catanzaro i tratti di costa dove è possibile fare i bagni sono lunghi complessivamente 88.997 metri, una lunghezza superiore alla disponibilità di costa balneabile in quattro province come Rimini, Trieste, Ferrara e Forlì.
I venti comuni bagnati dallo Jonio catanzarese, attualmente, offrono una quantità di spiagge balneabili superiore a quella dell’intera regione Basilicata.
Il dato sui divieti di balneazione, anche se inferiore rispetto a quello relativo all’inizio della stagione balneare scorsa, resta rilevante sia per l’elevato pregio e preziosità di ogni metro di spiaggia calabrese sia per il fatto che gli stessi divieti sono legati essenzialmente a reflui e rifiuti non di origine industriale e chimica.
E, quindi, a differenza di tante altre realtà gravemente compromesse del Mediterraneo, nei calabresi i divieti, localizzati essenzialmente in prossimità della foce dei corsi d’acqua e di scarichi non depurati delle acque reflue, possono essere risanati e revocati con puntuali e semplici interventi di bonifica.

I mari più balneabili d’Italia?
Se i dati relativi ai divieti e alle disponibilità si confrontano con quelli delle altre realtà italiane emerge che la balneabilità dei mari calabresi non è di meno di quelle classificate e premiate tra le più virtuosi. Anzi, il confronto con le altre realtà del Belpaese evidenzia che le coste calabresi sono più balneabili di quelle del centro e del nord Italia. Significativo è l’esempio della provincia di Catanzaro dove, attualmente, l’insieme di tutti divieti è di 13,6 Km e, quindi, con i restanti 89 km di costa senza divieti.
Considerando i dati meno favorevoli contenuti nel Rapporto 2008 del Ministero della Salute emerge che su 102,6 km di costa disponibile, a Catanzaro le spiagge balneabili sono 87,1 Km, mentre, in tutta la regione Friuli con una disponibilità di 111,7 Km la lunghezza della costa balneabile è di 59,1 Km. In pratica, pur disponendo di più km di costa, la regione Friuli offre 30 km in meno delle spiagge balneabili nella provincia di Catanzaro.
Altrettanto emblematico è il raffronto con altre due province del nord: Genova con una disponibilità di 103,1 km di costa sul Tirreno e Venezia con una disponibilità di109,2 km sull’Adriatico, dove la disponibilità di costa balneabile risulta rispettivamente di 78,3 km e di 85,4 Km.

Statistiche e bandiere
Favorevole per la Calabria anche il confronto con altre quindici regioni italiane bagnate dai mari in base ai dati contenuti nella relazione annuale sulla qualità delle acque di balneazione dell’Agenzia Europea dell’Ambiente.
Di questo non si tiene conto, evidentemente, nell’assegnazione delle varie bandierine colorate che ad inizio di ogni stagione balneare promuovono o condannano le spiagge del Belpaese.
Così come vengono ignorate o oscurate da molti mezzi di informazione nazionali con sedi ed interessi nel centro-nord, le magagne sulle modalità di calcolo delle percentuali di costa balneabile.
Le magagne, deplorate dall’Unione europea, non sono evidenziate dalle modalità di confronto ed elaborazioni dei dati da parte del Ministero della salute che, a tutt’oggi, non ha ancora provveduto a pubblicare il Rapporto 2009 relativo alla stagione balneare 2008.
Sui discutibili criteri di rappresentazione dei dati è da notare che, nella tabella della balneabilità riportata nell’ultimo Rapporto pubblicato dal Ministero della Salute, le province di Ferrara e Trieste sono indicate ai primi posti e con il cento per cento di costa balneabile; e questo, nonostante nelle stesse due province la lunghezza di costa con divieti di balneazione è quasi la metà di quella disponibile. I dati dimostrano che la lunghezza delle spiagge balneabili è: di 20,2 Km sui 39,8 Km di costa disponibile nella provincia di Ferrara; e di 24,6 Km sui 48,1 di costa disponibile nella provincia di Trieste.
Il trucco per raggiungere percentuali elevate di costa balneabile sta nell’adibire alla balneazione e, quindi, sottoporre a controllo soltanto una parte di tutta la costa disponibile. Così facendo i dati utilizzati per il calcolo della percentuale diventano uguali o di poco differenti ed il valore s’innalza.

Per il Times al primo posto le spiagge di Tropea
Le preziose specificità geoambientali del patrimonio costiero, spesso ignorati anche in Calabria, non sfuggono all’attenzione di osservatori stranieri, come ad esempio il noto giornale inglese Times che pubblica nel suo sito web la graduatoria delle venti migliori spiagge d’Europa per le vacanze; graduatoria che vede al primo posto proprio una spiaggia calabrese, quella di Tropea, e che può essere consultata da chiunque con un semplice collegamento internet.
Altra graduatoria d’interesse, pubblicata nei giorni scorsi dall’Ansa, è quella redatta dall’Associazione dei Contribuenti “su quanto costa fare il bagno in Italia” dove emerge che la Calabria è al primo posto come la regione dove si spende meno per ombrellone e lettini sdraio.

Inquinamento e politica
Lo scarso interesse di molti rappresentanti di istituzioni ed enti locali è stato confermato di recente con la scarsa partecipazione al seminario su “Politiche e interventi per l’ambiente e lo sviluppo sostenibile della Calabria nel periodo 2007-2013” organizzato dalla regione Calabria. Un disinteresse contrastante con le dichiarazioni fatte in apertura dello stesso seminario dal governatore Loiero, e riprese da molti mezzi d’informazione, sulla necessità di attivare azioni sinergiche tra tutti, e di porre tra le priorità delle propria agende “la questione ambientale”.
Il disinteresse anche da parte del governo nazionale è confermato dai continui richiami della Commissione EU all’Italia per il ritardo nell’applicazione delle direttive in materia. L’ultimo richiamo è dei giorni scorsi e riguarda le acque di scarico dei 500 comuni d’Italia fuorilegge: secondo le regole europee in vigore, le città con oltre 10.000 abitanti che scaricano le acque reflue in zone sensibili sotto il profilo ambientale devono dotarsi di un sistema di raccolta e di trattamento nel rispetto di norme più rigorose. E questo per evitare contaminazione da batteri e virus, ma anche a fenomeni che possono contribuire alla crescita eccessiva di alghe in mare. «I rischi costituiti dallo smaltimento incontrollato dei rifiuti e dal mancato trattamento delle acque reflue urbane – ha detto il commissario all’Ambiente, Stavros Dimas – sono tra i motivi che hanno portato a norme che garantiscono i più elevati livelli di protezione dei cittadini. Il governo italiano deve agire rapidamente».

Le direttive europee sulle acque di balneazione
Bruxelles bacchetta l’Italia e la mette in guardia contro il rischio di sanzioni, anche per il fatto di non intravedere soluzioni risolutive per lo smaltimento illegale dei rifiuti, “un problema – dice – che continua a essere di vasta portata e interessa quasi tutto il territorio nazionale”.
In particolare va applicata la direttiva UE sulle acque di balneazione che indica come tutti i mari europei (ma anche i fiumi e i laghi balneabili) devono essere rigorosamente classificati in base alla qualità delle loro acque: scarsa, sufficiente, buona ed eccellente. E indica, tra l’altro, di adottare misure per informare adeguatamente il pubblico, per verificare i valori qualitativi delle acque e per far diventare quanto prima eccellenti o buone quante più acque possibile. In proposito, la Commissione europea per l’ambiente ha sottolineato
che “Vista la specificità delle acque di balneazione non è possibile garantire l’assenza assoluta di rischi. e visto che non è ancora possibile fare previsioni sulla qualità delle acque, è fondamentale fornire ai cittadini tutti gli elementi necessari affinché possano scegliere consapevolmente dove e se praticare la
balneazione”.
In particolare, la Direttiva EU sulle acque di balneazione, tra l’altro, prevede:
“1) Gli Stati membri incoraggiano la partecipazione del pubblico all’attuazione della presente direttiva e assicurano che siano fornite al pubblico interessato opportunità: di informarsi sul processo di partecipazione e di formulare suggerimenti, osservazioni o reclami.
2) Gli Stati membri assicurano che le seguenti informazioni siano divulgate attivamente e messe a disposizione con tempestività durante la stagione balneare in un’ubicazione facilmente accessibile nelle immediate vicinanze di ciascuna acqua di balneazione:
a) la classificazione corrente delle acque di balneazione e l’eventuale divieto di balneazione o avviso che sconsiglia la balneazione mediante un segno o un simbolo chiaro e semplice;
b) una descrizione generale delle acque di balneazione, in un linguaggio non tecnico, basata sul profilo delle acque di balneazione;
c) nel caso di acque di balneazione soggette ad inquinamento di breve durata: notifica che l’acqua di balneazione è soggetta ad inquinamento di breve durata, indicazione del numero di giorni nei quali la balneazione è stata vietata o sconsigliata durante la stagione balneare precedente a causa di tale inquinamento, e avviso ogniqualvolta tale inquinamento è previsto o presente;
d) informazioni sulla natura e la durata prevista delle situazioni anomale durante tali eventi;
e) laddove la balneazione è vietata o sconsigliata, un avviso che ne informi il pubblico precisandone le ragioni;
e) ogni qualvolta è introdotto un divieto di balneazione permanente o un avviso che sconsiglia permanentemente la balneazione, il fatto che l’area in questione non è più balneabile e le ragioni della sua declassificazione;
f) un’indicazione delle fonti da cui reperire informazioni più esaurienti.
3) Gli Stati membri sfruttano adeguati mezzi e tecnologie di comunicazione, tra cui Internet, per divulgare attivamente e con tempestività le informazioni sulle acque di balneazione, nonché le seguenti informazioni in varie lingue, ove opportuno:
a) un elenco delle acque di balneazione;
b) la classificazione di ciascuna acqua di balneazione negli ultimi tre anni e il relativo profilo, inclusi i risultati del monitoraggio effettuato ai sensi della presente direttiva dopo l’ultima classificazione;
c) nel caso di acque di balneazione classificate “scarse”, informazioni sulle cause dell’inquinamento e sulle misure adottate per prevenire l’esposizione dei bagnanti all’inquinamento e per affrontarne le cause;
d) nel caso di acque di balneazione soggette a inquinamento di breve durata, informazioni generali relative: alle condizioni che possono condurre a inquinamento di breve durata, al grado di probabilità di tale inquinamento e della sua probabile durata, alle cause dell’inquinamento e alle misure adottate per prevenire l’esposizione dei bagnanti all’inquinamento e per affrontarne le cause.”

Il Piano di Azione per il Mediterraneo
L’esigenza d’interventi coordinati e sinergici è evidenziata anche nel Piano di Azione per il Mediterraneo del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (UNEP/MAP) che individua nelle città costiere, nell’agricoltura intensiva e nell’industria i maggiori inquinatori del Mediterraneo, e rileva la necessità di coinvolgere attivamente gli stakeholders direttamente collegati a queste attività per realizzare misure incisive. In proposito e come risposta a questa sfida,
l’UNEP/MAP, con il sostegno del Fondo Globale per l’Ambiente (GEF), ha elaborato un programma di azione strategico (SAP/MED) che identifica a livello regionale le sostanze nocive che devono essere eliminate nei prossimi 25 anni e richiede ai paesi della regione di elaborare e attuare piani di azione per combattere l’inquinamento marino proveniente da attività terrestri (NAPs).
Azioni di grande rilevanza soprattutto in Calabria dove le acque marine costiere, per le peculiari caratteristiche orografiche ed idrografiche del suo territorio, rappresentano uno specchio fedele delle attività antropiche che si registrano sulla terra ferma.
Se tutto ciò continuerà ad essere ignorato o trascurato a Roma e nei vari comuni della Calabria, difficilmente la “questione ambientale” troverà una soluzione utile a migliorare la qualità della vita dei calabresi.
I dati sopra accennati anticipano alcuni dei temi sviluppati nel Rapporto sullo stato di salute dei mari che sarà presentato dopo la chiusura della stagione balneare.

I tratti di mare interessati da divieto di balneazione nelle cinque province della Calabria
Dati del Ministero della Salute – 6 luglio 2009

Tutti i divieti nella Provincia di Catanzaro

  • Belcastro: 200 m Foce Fiume Tacina metri 200.
  • Botricello: Fiume Crocchio metri 200.
  • Catanzaro: Fiume Corace 556 metri; Porto di Catanzaro lido metri 200; Torrente Fiumarella metri 42.
  • Cropani: 300 m Nord Fiume frasso metri 301; da 200 metri Foce FiumeFrasso metri 200; Fiume Crocchio metri 200.
  • Curinga: 500 m Nord Torrente S. Eufrasia metri 1604; Torre Mezza Praia metri 1731.
  • Gizzeria: Lido S. Antonio metri 580. Isca sullo Ionio: Torrente Gallipari metri 402.
  • Lamezia Terme: da 200 m a destra Foce del Fiume Amato a 200 m a sinistra Foce del Fiume Amato metri 400; da 200 m a DX Foce Fiume Bagni a 200 m a SX Foce Fiume Bagni metri 400; 500 m a SUD Torrente Bagni metri 791; da centro della zona La Conchiglia a 200 m SUD della stessa metri 200; da Direzione Stazione FFSS S. Pietro a Maida a 200 m NORD metri 200.
  • Nocera Tirinese: da 200 m DX Foce Fiume Savuto a 200 m SX Foce Fiume Savuto metri 400; 200 m NORD Fiume Savuto metri 1215.
  • Satriano: Fiume Ancinale metri 229.
  • Sellia Marina: da 200 m DX Foce Torrente Chiaro a 200 m SX Foce Torrente Chiaro metri 400; da 200 m DX Foce Torrente Uria a 200 m SX Foce Torrente Uria metri 400; da 200 m Foce Fiume Frasso metri 200; da 200 m Foce Fiume Simeri metri 200.
  • Simeri Crichi: da 200 m Foce Fiume Simeri metri 200; Fiume Aalli
  • metri 458.
  • Soverato: Fiume Ancinale metri 229; Loc. Corvo metri 692; Torrente Soverato metri 394.

Tutti i divieti nella Provincia di Cosenza

  • Acquappesa: Foce Torrente Fiumicello metri 182.
  • Amantea: 200 m DX Torrente Catocastro metri 681; 200 m SX Torrente Catocastro metri 104; Foce Fiume OLIVA metri 194; Foce Fiume Torbido metri 183; Foce Torrente Catocastro metri 191; Torrente Colongi metri 1142.
  • Belmonte Calabro: Foce Torrente Verde metri 277
  • Belvedere Marittimo:100 m DX T. Di Mare L.Ta Capo Tirone metri 512; 100 m SX T. Di Mare L.Ta Capo Tirone metri 216; 250 m DX Fiume Soleo metri 326; 250 m SX Fiume Soleo metri 542; Foce Fiume Soleo metri 483; Foce Torrente Vallecupo metri 190; Torre di Mare metri 202
  • Bonifati: 200 m DX Torrente Bambagia metri 378; 200 m SX
  • Torrente Bambagia metri 206; Foce Torrente Bambagia metri 372. Cariati: 150 m a SX Torrente Maddalena metri 774; 200 m SX Canale
  • Moranera metri 219; Foce Torrente Pannizzaro metri 1082; Porto di Cariati metri 727 metri.
  • Cassano alla Ionio:100 m DX Canale Vena
  • Morta metri 100; 250 m DX e SX I Casoni metri 500; Foce Fiume Crati metri 777. Cetraro: Foce Fiume Aron metri 172; Porto di S. Benedetto metri 1017.
  • Corigliano Calabro:100 m DX T. Coriglianeto metri 338; 100 m DX T. Giennarito metri 891; 100 m SX T. Coriglianeto metri 514; C.le Missionante metri 365; Canale Armirò-Lido Oasi metri 181; Canale S. Mauro metri 176; Canale Salice metri 179; Canale Scavolino metri 171; Foce Torrente Coriglianeto metri 178; Porto di Schiavonea metri 184;Torrente Gennarito metri 181.
  • Crosia: sbocco Fosso Decanato metri 1058.
  • Diamante:100 m DX E SX Foce Torrente Corvino metri 200; Porto Damante metri 270
  • Falconara Albanese: Foce Torrente Malpertuso metri 153. Fiumefreddo Bruzio: Foce Torrente Fiume di Mare metri 181.
  • Fuscaldo:150 m DX Torrente Maddalena metri 305; Foce Torrente Lavandaia metri 85; Foce Torrente Maddalena metri 282; inizio
  • Lungomare metri 512.
  • Grisolia: da 100 m a DX del Canale Fiumicello a 100 m a SX del suddetto metri 200.
  • Guardia Piemontese: Foce Fiume Bagni metri 265. Longobardi: Torrente Cordaro metri 1240.
  • Mandatoriccio: 100 m DX C. Armirò Lido Oasi metri 581; Foce
  • Torrente Acquaniti metri 178.
  • Paola: 100 m DX Torrente S. Francesco metri 316; DX Torrente Deuda metri 400; 300 m SX C.da Petraro metri 197; C. Petraro T S. Domenico – C. Fiumara metri 243; Foce Torrente Deuda metri 371; Foce Torrente Laponte metri 78; Foce Torrente S. Francesco metri 184.
  • Pietrapaola: Foce Torrente Aacquaniti metri 178.
  • Praia a Mare:100 m A DX Canale FIUMARELLA metri 100;100 m A DX e a A SX sbocco Canale SOTTOMARLANE metri 200;100 m SX Canale Fiumarella metri 100.
  • Rocca Imperiale:Torrente Canna metri 1294.
  • Roseto Capo Spulico: Il Castello metri 761.
  • Rossano:100 m DX A 100m SX Torrente COSERIE metri 200; 200 m NORD e 200 m SUD dalla Foce del Fiume Trionto metri 400; Centrale ENEL metri 1000; Foce Torrente Cino Piccolo metri 172; Foce Torrente Colognati metri 188; Foce Torrente Coserie metri 200; Fosso Nubrico metri 400:
  • San Lucido:150 m NORD Torrente S. CONO metri 148; da 100 m SUD alla Foce del Torrente Malpertuso metri 100; da 200 m NORD alla Foce del Torrente Deuda metri 200; Foce Torrente Torbido metri 94; Porto di S Lucido metri 585;Torrente Petralonga metri 200.
  • Sangineto: 150 m A DX Fiume Sangineto metri 614; Foce Fiume Sangineto metri 271.
  • Santa Maria del Cedro: da 200 m DX della Foce Fiume Abatemarco a 200 m SX della Foce Fiume Abatemarco metri 400.
  • Scalea: da 150 m Canale Revoce DX a 150 m Canale Revoce SX metri 300; da 150 m DX Canale Tirello a 150 m SX Canale Tirello metri 300; da 250 m DX Foce Fiume LAO a 250 m SX Foce Fiume Lao metri 500; da 300 m DX Canale Varchera a 300 m SX Canale Varchera metri 600.
  • Tortora: Foce Fiume Noce metri 295. Trebisacce: Foce Torrente Pagliaro metri 400.
  • Villapiana: Fiumara Saraceno metri 1331.

Tutti i divieti nella Provincia di Crotone

  • Cirò Marina: Porto di Cirò Marina metri 457; Torrente Lipuda metri 403.
  • Crotone: Fiume Neto Confinante con il Fiume di Strongoli metri600; Porto NORD metri 1200; Zona Industriale metri 7000.
  • Crucoli: Foce Fiume Nikà metri 603.
  • Cutro: Caterisano metri 1412; da 200 m dalla Foce Fiume Tacina metri 200.
  • Isola di Capo Rizzuto: Porto Le Castella metri 589.

Tutti i divieti nella Provincia di Reggio Calabria

  • Bagnara Calabra: 200 m Sud Torrente Praia Longa metri 1863; Scogliera di Bagnara Calabra metri 515.
  • Bianco: Camping Ioinio Blu metri 810.
  • Bova Marina: Km 50 S.S. 106 Scogliera inaccessibile di Bova M. metri 852.
  • Brancaleone: ID Brancaleone metri 1668; Pontile
  • metri 1096.
  • Gioia Tauro: Porto di Gioia Tauro metri 3951.
  • Montebello Ionico: Porto di Saline metri 820.
  • Motta San Giovanni: Lazzaro – Torrente San Vincenzo metri 1010. Palmi: Scogliera di Palmi metri 1136; Scogliera inaccessibile di Palmi metri 898.
  • Reggio Calabria: Archistazione metri 1215; Calamizzi – Capannina metri 3020; Catona- Bar Reitano metri 905; Circolo Nautico metri 782; da Circolo Velico a 500 m Tott. Annunziata metri 3074; Gallico Limoneto metri 1009; Lido Comunale Villa Zerbi metri 437; Pellaro Lume metri 1371; Pentimele metri 575; Porto di Reggio Calabria metri 512.
  • Roccella Ionica: Porto di Roccella metri 442.
  • San Ferdinando: da 250 m Sud Fiume Mesima alla Foce del Fiume Mesima metri 250; Delta Mesima metri 420.
  • Scilla: Scogliera di Scilla metri 221.
  • Seminara: Punta Sorrentino metri 3135.
  • Villa San Giovanni: 300 m a Nord dal Ristorante La Botte metri 821; Direzione Ristorante La Botte metri 362; Porto di Villa S. Giovanni metri 1524.


Tutti i divieti nella Provincia di Vibo Valentia

  • Briatico: 200 m a SX T. Trainiti metri 868.
  • Filogaso: Fiumara Spadaro metri 541; Fiume POTAME metri 418. Nicotera: 200 m a DX F. Mesima metri 560; 250 m NORD e SUD Fiume Mesima metri 96.
  • Pizzo: da 200 m DX della Foce del Fiume Angitola a 200 m SX della stessa metri 400; da ZONA SEGGIOLA a 200 m dalla stessa metri 250.
  • Vibo Valentia: Porto di Vibo V. metri 500; Torrente S. Anna metri 467 ; Torrente TRAINITI metri 391. Zambrone: Fiume Potame metri 200.

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